Dr. Andrea Giovanni Martinelli – Urologo a Terni

Il carcinoma prostatico

Diagnosi

Quando il PSA risulta sospetto oppure la visita dell’urologo riscontra un nodulo indurito sulla superficie periferica della prostata, anche se il paziente non accusa disturbi, è consigliabile eseguire la biopsia prostatica. La biopsia viene generalmente eseguita ambulatorialmente o in day hospital, attraverso una sonda ecografica che, inserita nel retto, consente di dirigere un ago sottile in punti precisi della ghiandola ed eventualmente anche all’interno di noduli visibili con l’ecografia; l’ago, collegato ad un sistema automatico, preleva, in modo molto rapido e generalmente poco doloroso, piccoli campioni di tessuto prostatico che verranno esaminati al microscopio dallo specialista anatomo-patologo. Si devono eseguire almeno 12 prelievi, aumentando il numero quando si deve ripetere la biopsia a distanza di tempo. La ripetizione della biopsia è consigliabile se la prima biopsia è risultata negativa per tumore ma il PSA e/o la visita rettale rimangono sospetti oppure quando la prima biopsia ha riscontrato alterazioni come la PIN di alto grado esteso a più prelievi o l’ASAP che possono essere l’indizio di un carcinoma. Se la biopsia risulta positiva per tumore le informazioni ottenute, insieme al valore del PSA e al risultato della visita rettale, consentono di calcolare in modo statistico le probabilità che la malattia sia localizzata solo alla prostata. Prima che il medico possa consigliare la cura più adeguata, in alcuni casi è opportuno eseguire altri esami come la tomografia assiale computerizzata (TAC) o la risonanza magnetica nucleare (RMN) dell’addome e la scintigrafia ossea di tutto lo scheletro.

Il carcinoma prostatico

Definizione Diagnosi Terapia