Litiasi

Litiasi delle vie urinarie – espulsione

Dr. Andrea Giovanni Martinelli – Urologo a Terni

Litiasi delle vie urinarie

Espulsione

E’ dovuta alle contrazioni della muscolatura dell’uretere che può far progredire il calcolo. Tale evento però è condizionato dalle dimensioni e dalla sede del calcolo.
Dimensioni:
– calcoli ≤ 5 mm : 68% espulsione spontanea
– calcoli 5-10 mm : 47% espulsione spontanea
– calcoli > 10 mm : rara espulsione spontanea
Tuttavia va ricordato che la sede è di fondamentale importanza in quanto più il calcolo è prossimo alla vescica tanto più elevata è la probabilità che esso venga espulso spontaneamente.

l Dr. Martinelli Urologo opera a Terni e a Roma nelle patologie del rene, della vescica, della prostata e nel campo della infertilità maschile

immagine di un calcolo piccolo

Nell'immagine si evidenzia il posizionamento dei calcoli

Nell’immagine si evidenzia il posizionamento dei calcoli

Litiasi delle vie urinarie

Eziologia Sintomi Diagnosi Espulsione Trattamento Consigli

Litiasi delle vie urinarie – Consigli

Dr. Andrea Giovanni Martinelli – Urologo a Terni

Litiasi delle vie urinarie

Consigli

La calcolosi ha una discreta tendenza a recidivare. Pertanto, in soggetti selezionati è necessario eseguire degli esami sul sangue e sulle urine (se si dispone di un calcolo eliminato o estratto dal paziente occorre eseguirne l’analisi chimico-fisica) per verificare se esistano cause note che predispongono alla calcolosi. Per tutti i tipi di calcolosi è doveroso aumentare l’introito di acqua giornaliero (idropinoterapia). Per i calcoli di ossalato di calcio (che sono i più frequenti) occorre anche limitare l’introduzione di sodio, seguire una dieta normocalorica e normoproteica, porre attenzione agli alimenti ricchi di ossalato (caco e derivati, frutta secca, the, rabarbaro, barbabietole, spinaci, birra) ricorrere ad un supplemento di citrato di potassio e di magnesio e, in caso di ipercalciuria ricorrere a farmaci quali i diuretici tiazidici.

Litiasi delle vie urinarie

Eziologia Sintomi Diagnosi Espulsione Trattamento Consigli

Litiasi delle vie urinarie – Trattamento

Dr. Andrea Giovanni Martinelli – Urologo a Terni

Litiasi delle vie urinarie

Trattamento

l Dr. Martinelli Urologo opera a Terni e a Roma nelle patologie del rene, della vescica, della prostata e nel campo della infertilità maschile ureteroscopi

LITOTRISSIA EXTRACORPOREA CON ONDE D’URTO (ESWL)

E’ una tecnica scarsamente invasiva che ha lo scopo di disgregare i calcoli urinari in piccoli frammenti mediante l’applicazione di onde d’urto generate all’esterno dell’organismo. I frammenti vengono in seguito espulsi spontaneamente con le urine. Il litotritore è un’apparecchiatura dotata di un generatore di onde d’urto, di un sistema di individuazione e puntamento del calcolo (radioscopia, ecografia), di un lettino su cui viene disteso il paziente durante il trattamento; le onde d’urto vengono concentrano a livello del calcolo disgregandolo. Con i moderni litotritori è possibile effettuare il trattamento senza anestesia o sedazione, e spesso in regime di ricovero giornaliero.

Le indicazioni al trattamento di litotripsia extracorporea sono legate alle dimensioni del calcolo, alla sua sede e composizione chimica oltre che alla morfologia della via escretrice. In caso di calcoli di più grosse dimensioni, talvolta è necessario applicare preventivamente un catetere ureterale (doppio J) al fine di proteggere il rene da eventuali impilamenti di frammenti litiasici che si formano in seguito al trattamento e che possono ostruire l’uretere. I migliori risultati si ottengono con calcoli renali fino a 1,5 cm. Le controindicazioni sono rappresentate da: gravidanza, coagulopatie, aneurismi aortici, grandi obesi.

Lo schema illustra il funzionamento della litotrissia extracorporea

Lo schema illustra il funzionamento della litotrissia extracorporea

Litotritore

Litotritore

L’URETEROLITOTRISSIA LASER O AD ONDE D’URTO (ULT)

Consente la frantumazione per contatto diretto tra calcolo e fonte energetica mediante l’utilizzo di endoscopi: ureterorenoscopi. I frammenti ottenuti possono essere rimossi contestualmente mediante appositi strumenti (cestelli, pinze) o venire successivamente espulsi spontaneamente con le urine se di piccole dimensioni.
L’ureterorenoscopia è una tecnica chirurgica endoscopica che utilizza strumenti (rigidi o flessibili) di piccolo calibro (ureteroscopi) introdotti per via retrograda (dall’uretra si arriva in vescica e da qui si risale nell’uretere) per esplorare l’uretere e le cavità renali e trattare la calcolosi. Mediante la ureterorenoscopia vengono trattati calcoli ureterali ostruenti e non, frammenti litiasici discesi in uretere dopo ESWL,  steinstrasse (impilamento di calcoli o frammenti in uretere, calcoli ureterali non suscettibili o refrattari all’ESWL) e calcoli renali. L’intervento viene generalmente effettuato in anestesia spinale e, meno frequentemente, in generale. Al termine della procedura l’operatore può ritenere necessario applicare nell’uretere un cateterino (doppio J) che verrà rimosso in un secondo tempo.

NEFROLITOTRISSIA PERCUTANEA

La nefrolitotrissia percutanea (PCNL) è una tecnica endoscopica che utilizza strumenti rigidi o flessibili di piccolo calibro introdotti direttamente nelle cavità renali attraverso un tragitto percutaneo a livello della regione lombare eseguito in anestesia generale. Le indicazioni sono rappresentate da:
– calcoli renali di dimensioni >2-2,5cm
– calcoli del calice inferiore
– calcoli renali a stampo pielici e pielocaliciali
– calcoli di maggiore consistenza (cistina, ossalato di calcio monoidrato)
– calcoli a stampo recidivi dopo chirurgia a cielo aperto
La fase preliminare della PCNL prevede l’applicazione di un cateterino ureterale  munito all’apice di palloncino (che viene gonfiato in sede sottogiuntale) che ha lo scopo di impedire la discesa in uretere dei frammenti litiasici e di iniettare mezzo di contrasto ed eventualmente acqua nelle cavità renali per la visualizzazione e dilatazione della via escretrice durante la manovra.
Il tragitto percutaneo (con il paziente in decubito supino o prono) viene ottenuto mediante puntura (con guida ecografica o radioscopica) di un calice renale e successiva dilatazione del tramite con appositi dilatatori fino ad ottenere il calibro necessario al transito del nefroscopio. Al termine della
procedura (debulking litiasico totale o parziale) viene lasciato, nel tramite un catetere nefrostomico con lo scopo di effettuare emostasi del tragitto per compressione e di drenare il rene.

immagine di una ureteroscopia

immagine di una ureteroscopia

ureteroscopia laser

ureteroscopia laser

Litiasi delle vie urinarie

Eziologia Sintomi Diagnosi Espulsione Trattamento Consigli

Litiasi delle vie urinarie – Eziologia

Dr. Andrea Giovanni Martinelli – Urologo a Terni

Litiasi delle vie urinarie

Eziologia

La parola calcolo deriva dal latino calculus, pietruzza, sassolino per fare i conti, mentre il termine litiasi, che in medicina indica la stessa patologia, deriva dal greco litos = pietra.
Circa il 13% della popolazione italiana tra i 20 ed i 70 anni corre il rischio di formare, almeno una volta nella vita, un calcolo urinario con un rapporto di 2 a 1 tra maschi e femmine. Nel 2002 in Italia ci sono stati più di 46 mila ricoveri per calcolosi urinaria nel maschio nella fascia di età fra 15 e 64 anni.
I calcoli possono essere composti da sostanze organiche (Acido urico,Cistina,Urato,Xantina) e da sostanze inorganiche (Ossalati di calcio e Fosfati vari).
Tutte queste sostanze possono formare calcoli puri come nel caso dell’acido urico e dell’ossalato di calcio, o più frequentemente, essere formati da una giustapposizione di strati disposti concentricamente: calcoli misti.

l Dr. Martinelli Urologo opera a Terni e a Roma nelle patologie del rene, della vescica, della prostata e nel campo della infertilità maschile

Calcoli Renali

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