vescica

Incontinenza urinaria – chirurgia – c

Dr. Andrea Giovanni Martinelli – Urologo a Terni

Incontinenza urinaria

Chirurgia – La neuromodulazione

E’ una tecnica che prevede la stimolazione, con correnti elettriche di bassa intensità, i nervi coinvolti nel controllo della vescica, dell’uretra e dei muscoli del pavimento pelvico, ottenendo benefici specie in caso d’incontinenza da urgenza che non risponde a nessuna terapia medica o riabilitativa. Si tratta di una specie di pace-maker che viene applicato sotto la pelle con un intervento chirurgico e può funzionare in modo continuo e automatico per alcuni anni. E’ una terapia che può essere eseguita solo in alcuni centri ultraspecialistici urologici o uro-ginecologici dopo un’accurata selezione dei pazienti.

Incontinenza urinaria

Definizione Anatomia Diagnosi Accorgimenti Farmaci Riabilitazione Chirurgia Iniezione di botox Benderelle Neuromodulazione

Incontinenza urinaria – chirurgia – b

Dr. Andrea Giovanni Martinelli – Urologo a Terni

Incontinenza urinaria

Chirurgia – Le benderelle sottouretrali (sling)

E’ oggi l’intervento chirurgico più usato e utilizza strisce di tessuto naturale ma più frequentemente artificiale, per “sostenere” l’uretra nei momenti di bisogno (tosse, sforzo, starnuto, etc.). Garantisce un successo in più dell’85% dei casi, quando l’incontinenza da sforzo è dovuta a un’uretra prolassata ed il muscolo dell’uretra non sia molto danneggiato. Fondamentalmente le benderelle possono essere poste in due modi: o per via retropubica o per via transotturatoria. Sono interventi di chirurgia minore ma non per questo screvri da possibili complicanze post operatorie od insuccessi. Solitamente il decorso post operatorio è breve e brillante e la paziente torna quasi subito alle normali attivtà giornaliere.

Incontinenza urinaria

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Incontinenza urinaria – chirurgia – a

Dr. Andrea Giovanni Martinelli – Urologo a Terni

Incontinenza urinaria

Chirurgia – L’ iniezione endoscopica di botox

Recentemente è possibile trattare alcune forme di incontinenza, in particolare quelle da urgenza, mediante iniezioni endovescicali di tossina botulinica. In pratica, per via endoscopica si arriva in vescica attraverso l’uretra e, tramite un ago particolare, vengono fatte tante piccole iniezioni nella parete della vescica. In questo modo il nostro farmaco, cioè la tossina botulinica, viene distribuita su tutta la parete. Essa ha lo scopo di diminuire la contrattilità e la sensibilità della vescica. Anche questa terapia viene eseguita solo in alcuni centri specialistici e dopo il fallimento di tutte le altre terapie, mediche e/o riabilitative.

Incontinenza urinaria

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Incontinenza urinaria – chirurgia

Dr. Andrea Giovanni Martinelli – Urologo a Terni

Incontinenza urinaria

Chirurgia

Spesso è necessaria nei casi più importanti di incontinenza da sforzo, quando sia contemporaneamente presente un prolasso genitale e quando altre cure hanno fallito. Si distinguono fondamentalmente due tipi di chirurgia, quella endoscopica e quella tradizionale con indicazioni e risultati diversi.
Esistono molti tipi d’intervento, la maggior parte dei quali hanno lo scopo di sostenere la vescica e l’uretra, rinforzando le fasce e i legamenti che hanno ceduto o ricollocando nella giusta posizione gli organi con l’ausilio di punti o reti. L’efficacia della chirurgia è elevata; è però necessario un ricovero di alcuni giorni, un’anestesia e una convalescenza più lunga. E’ inoltre da tenere in considerazione il rischio di alcune complicazioni post-operatorie. La chirurgia tradizionale può essere eseguita con diversi approcci: mininvasiva o vaginale. Oggi le tecniche più utilizzate per la correzione dell’incontinenza sono per via vaginale e comprendono spesso l’utilizzo di benderelle o reti di materiale biocompatibile, come quelle utilizzate per correggere le ernie.

Incontinenza urinaria

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Incontinenza urinaria – Riabilitazione

Dr. Andrea Giovanni Martinelli – Urologo a Terni

Incontinenza urinaria

Riabilitazione

Gli esercizi di riabilitazione del pavimento pelvico dovrebbero essere sempre il primo tentativo per risolvere il problema dell’incontinenza da sforzo lieve e moderata: servono a restituire tonicità ai muscoli del perineo. Gli esercizi sono condotti inizialmente con l’aiuto del fisioterapista e possono essere poi continuati dalla paziente a domicilio. Talora, agli esercizi viene aggiunta la terapia con elettrostimolatori, che tramite sonde vaginali emettono impulsi elettrici che fanno contrarre la muscolatura del perineo. L’utilizzo degli elettrostimolatori aiuta soprattutto le pazienti che non riescono ad utilizzare per niente questa muscolatura e nei casi in cui si associ all’ incontinenza da sforzo anche quella da urgenza. Per l’apprendimento di tale tecniche può essere utile anche l’uso del biofeedback, tecnica specifica associata all’elettrostimolatore che viene insegnata dal terapista nel corso delle sedute e che consente di controllare mediante segnali visivi o uditivi l’attività della muscolatura. La riabilitazione è efficace se il disturbo è di grado lieve o moderato e soprattutto se la paziente s’impegna con costanza nell’allenamento.

Incontinenza urinaria

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Incontinenza urinaria – Farmaci

Dr. Andrea Giovanni Martinelli – Urologo a Terni

Incontinenza urinaria

Farmaci

Alcuni tipi di incontinenza possono giovarsi di una terapia medica. Esistono, infatti, farmaci che sono in grado di controllare o eliminare le contrazioni anomale della vescica, responsabili della perdita di urina da urgenza ed anche qualche volta di migliorare la situazione nell’incontinenza di tipo misto. Si tratta di farmaci chiamati anticolinergici. Qualche volta, nelle donne, sono prescritti in associazione a estrogeni locali, somministrati per via vaginale, come creme o ovuli, che migliorano la situazione nelle pazienti che presentano secchezza vaginale o disturbi legati alla mancanza di estrogeni nel periodo della menopausa. Come per tutti i farmaci si dovranno valutare i pro ed i contro, verificando se gli effetti positivi prevalgono su quelli collaterali: secchezza della bocca, riduzione della secrezione lacrimale, talora stitichezza, che si possono presentare con l’uso dei farmaci anticolinergici.

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Incontinenza urinaria – accorgimenti

Dr. Andrea Giovanni Martinelli – Urologo a Terni

Incontinenza urinaria

I primi accorgimenti

La perdita di peso, un più attento controllo del consumo di liquidi, l’eventuale abolizione o riduzione del caffè e delle sigarette possono dare nelle fasi iniziali ottimi risultati. Bisognerebbe cercare di non ingrassare perché i chili di troppo “pesano” sulla vescica e sull’uretra. L’assunzione di liquidi è un altro capitolo importante. Un’assunzione di liquidi troppo abbondante costringerà la vescica a un “superlavoro” che può accentuare il problema, ma non bisogna nenache esagerare in senso contrario in quanto la riduzione dell’apporto idrico può favorire le infezioni. La stitichezza è un altro fattore che può peggiorare l’incontinenza quindi, in conclusione, è bene avere una dieta ricca di fibre, associare un’adeguata attività fisica e assumere liquidi in quantità appropriata.

Incontinenza urinaria

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Incontinenza urinaria – diagnosi –

Dr. Andrea Giovanni Martinelli – Urologo a Terni

Incontinenza urinaria

Diagnosi

In genere la visita e l’osservazione diretta da parte del medico della fuga di urina a vescica piena durante un colpo di tosse (test da sforzo), costituiscono una semplice modalità di verifica della perdita di urina, specie nel caso la persona soffra di incontinenza da sforzo. Se poi è opportuno procedere ad accertamenti, i primi esami cui sottoporsi sono un’analisi delle urine ed un’urinocoltura. Questo consentirà di escludere un’infezione delle vie urinarie che può qualche volta essere causa di un’incontinenza da urgenza. Se poi l’incontinenza si associa ad altri sintomi come bruciori alla minzione, presenza di sangue nelle urine o disturbi nello svuotamento vescicale, l’ecografia diviene un’indagine molto utile alla ricerca di altre malattie della vescica. Altri test che possono essere richiesti dallo specialista, a seconda delle diverse situazioni sono poi il diario minzionale e l’esame urodinamico. Nel primo caso la persona deve annotare, per alcuni giorni, l’ora di ogni minzione e la quantità di urina emessa (scrivendo anche se è riuscita o no  a  raggiungere la  toilette in tempo utile, senza perdere). Il risultato finale è una tabella che riflette le abitudini minzionali. Vengono riportate anche le cause scatenanti dell’incontinenza, quali un colpo di tosse e può essere annotata la necessità di sostituire gli assorbenti. L’esame urodinamico è invece un esame un po’ più complesso che ci permette di conoscere più a fondo le problematiche sia uretrali sia vescicali che portano alla perdita di urina. Si compone di test diversi: la uroflussimetria, la cistomanometria, lo studio pressione/flusso, il profilo uretrale e la determinazione della pressione dal punto di perdita (VLPP).

Incontinenza urinaria

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Incontinenza urinaria – definizione

Dr. Andrea Giovanni Martinelli – Urologo a Terni

Incontinenza urinaria

Definizione

L’incontinenza urinaria è la perdita involontaria di urina. E’ una patologia che puo’ interessare sia gli uomini che le donne ; ma mentre nel primo caso la problematica è quasi sempre di natura iatrogena, nel secondo è la risultante di una serie di fattori fisiologici ed anatomici collegati al normale procedere dell’età. L’incontinenza urinaria, oltre a problemi igienici provoca un disagio fisico ed anche psicologico.
Esistono più tipi di incontinenza ma i piu frequenti sono : l’incontinenza da sforzo e quella da urgenza.
La prima si manifesta quando aumenta la pressione addominale in occasione di uno sforzo fisico, ma anche quando semplicemente si ride, si tossisce, si starnutisce o durante un movimento. In genere dipende da un problema di natura uretrale (quindi a valle). La seconda si manifesta con un improvviso e non controllabile desiderio di urinare tanto da non fare in tempo a raggiungere il bagno. E’ provocata da contrazioni irrefrenabili ed incontrollabili della vescica, che si presentano improvvisamente e che il/la paziente non riesce proprio a controllare (quindi a monte).

Incontinenza urinaria

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Cistite – batteriuria

Dr. Andrea Giovanni Martinelli – Urologo a Terni

Le Cistiti

Che cosa è la batteriuria?

La presenza cospicua di batteri nelle urine, che normalmente non ne contengono, viene definita batteriuria. Naturalmente bisogna escludere la contaminazione delle urine da parte dell’uretra, della vagina e della cute.
Batteriuria significativa indica che il numero dei batteri è tale da escludere una contaminazione.
Batteriuria persistente indica, in genere, che la terapia non è stata adeguata; la causa più comune è legata allo sviluppo da parte dei batteri di una resistenza nei confronti dell’antibiotico scelto.
È stato dimostrato che per alcuni organismi e soprattutto per Escherichia coli è importante la capacità che essi hanno di aderire alla mucosa vescicale affinché si determini l’infezione. L’adesività del batterio avviene attraverso i suoi prolungamenti chiamati Pili o Fimbrie. La capacità delle cellule del vestibolo, della vagina, dell’uretra, di impedire che questi microrganismi aderiscano varia con le variazioni ormonali; sembra che sia più forte nei primi giorni del ciclo mestruale e più debole nei giorni che corrispondono all’ovulazione. È dimostrato, inoltre, che questa stessa capacità di difesa diminuisce nelle prime fasi della gravidanza e dopo i 65 anni di età. Ciò potrebbe spiegare perché le cistiti nelle donne si presentano spesso a intervalli regolari.

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Le Cistiti

Definizione Eziologia Batteruria Cause Sintomi Diagnosi Trattamento