Dr. Andrea Giovanni Martinelli – Urologo a Terni

Incontinenza urinaria

Diagnosi

In genere la visita e l’osservazione diretta da parte del medico della fuga di urina a vescica piena durante un colpo di tosse (test da sforzo), costituiscono una semplice modalità di verifica della perdita di urina, specie nel caso la persona soffra di incontinenza da sforzo. Se poi è opportuno procedere ad accertamenti, i primi esami cui sottoporsi sono un’analisi delle urine ed un’urinocoltura. Questo consentirà di escludere un’infezione delle vie urinarie che può qualche volta essere causa di un’incontinenza da urgenza. Se poi l’incontinenza si associa ad altri sintomi come bruciori alla minzione, presenza di sangue nelle urine o disturbi nello svuotamento vescicale, l’ecografia diviene un’indagine molto utile alla ricerca di altre malattie della vescica. Altri test che possono essere richiesti dallo specialista, a seconda delle diverse situazioni sono poi il diario minzionale e l’esame urodinamico. Nel primo caso la persona deve annotare, per alcuni giorni, l’ora di ogni minzione e la quantità di urina emessa (scrivendo anche se è riuscita o no  a  raggiungere la  toilette in tempo utile, senza perdere). Il risultato finale è una tabella che riflette le abitudini minzionali. Vengono riportate anche le cause scatenanti dell’incontinenza, quali un colpo di tosse e può essere annotata la necessità di sostituire gli assorbenti. L’esame urodinamico è invece un esame un po’ più complesso che ci permette di conoscere più a fondo le problematiche sia uretrali sia vescicali che portano alla perdita di urina. Si compone di test diversi: la uroflussimetria, la cistomanometria, lo studio pressione/flusso, il profilo uretrale e la determinazione della pressione dal punto di perdita (VLPP).

Incontinenza urinaria

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