Dr. Andrea Giovanni Martinelli – Urologo a Terni

Sindrome del giunto pielo-ureterale

Trattamento

L’intervento di pieloplastica consiste nell’asportazione del segmento di via urinaria sede del difetto e nella ricostruzione della continuità con una plastica chirurgica.

Versione Open
La tecnica tradizionale “a cielo aperto” prevede un taglio chirurgico sul fianco, con sacrificio dei muscoli addominali che vengono sezionati trasversalmente rispetto al decorso delle fibre. Esistono varie tecniche per eseguire la sezione e la sutura della giunzione pielo-ureterale (fig.3) che condividono tutte la finalità di ripristinare la continuità della via escretrice garantendo una normale trasmissione della peristalsi pielo-ureterale e quindi un normale deflusso delle urine verso la vescica. Per proteggere il consolidamento delle suture sulla via urinaria si applica un cateterino (generalmente uno stent a doppio J) che mette in collegamento continuo le cavità renali con la vescica e facilita il drenaggio delle urine, in modo tale da evitare che le suture vengano poste in tensione.

Versione Laparoscopica
La tecnica laparoscopica prevede l’introduzione nella parete addominale di trocars, del diametro di 5 mm, attraverso delle porte di calibro identico, attraverso le quali vengono introdotti gli strumenti di lavoro. L’intervento laparoscopico può essere eseguito per via transperitoneale o per via retroperitoneale; ad oggi non sono state dimostrate differenze sostanziali tra le due vie che vengono quindi scelte in base alle preferenze e/o abitudini del chirurgo oppure, di necessità, nel caso di pazienti che hanno già subìto interventi per la stessa patologia (recidiva) o per altre patologie addominali oppure ancora in caso di altre malformazioni associate (rene a ferro di cavallo). L’anestesia è generale. La durata dell’intervento varia da 90 a 240 minuti a seconda della particolare situazione anatomica e della rapidità del chirurgo. Al termine vengono lasciati in sede per 5-6 giorni il catetere vescicale applicato all’inizio e per 2-3 giorni il drenaggio applicato alla fine dell’intervento. La degenza in ospedale è di circa 3-5 giorni. Dopo circa 20-30 giorni è necessario rimuovere lo stent a doppio J. La procedura viene eseguita in endoscopia, in regime ambulatoriale. Gli esami di controllo possono prevedere esami morfologici (ecografia, urografia, TC, RMN) e funzionali (scintigrafia renale sequenziale).

distanza_media

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Sindrome del giunto pielo-ureterale

Definizione Sintomi Diagnosi Trattamento