Dr. Andrea Giovanni Martinelli – Urologo a Terni

Tumori del testicolo

Diagnosi

Non esistono programmi di diagnosi precoce per i tumori del testicolo. Gli stessi marcatori tumorali quali l’alfa-fetoproteina (α-FP) e la beta-gonadotropina corionica (β-HCG) (ovvero sostanze che si possono trovare nel sangue in presenza di questo tipo di tumore), utili per la conferma della diagnosi e per seguire nel tempo l’evoluzione della malattia, non sono utili per una diagnosi precoce.
Tuttavia, in considerazione della giovane età della popolazione a rischio, va sottolineata l’importanza dell‘autopalpazione del testicolo, manovra che deve essere eseguita abitualmente come l’autopalpazione del seno nei soggetti di sesso femminile. A partire dai 15 anni, tutti i maschi dovrebbero conoscere dimensioni e aspetto dei loro testicoli, saminandoli almeno una volta al mese dopo un bagno caldo, cioè con il sacco scrotale rilassato.
Per eseguire una corretta autopalpazione è necessario:
1. Porsi di fronte a uno specchio e verificare che non vi siano rigonfiamenti sullo scroto.
2. Esaminare ogni testicolo con entrambe le mani, mettendo indice e medio nella zona inferiore e pollice in quella superiore. Eseguire un movimento rotatorio delicato (non bisogna sentire alcun dolore) e non allarmarsi se un testicolo sembra un pò più grosso dell’altro: è del tutto normale.
3. Trovare l’epididimo, cioè la morbida struttura tubulare che si trova dietro al testicolo e che trasporta lo sperma e che a per una persona inesperta potrebbe essere scambiato per una massa sospetta. Ricordare che i tumori dell’epididimo sono di estrema rarità e quindi piccole passerelle sono generalmente benigne.
4. Se invece le formazioni sono nella parte posteriore (molto più frequentemente) o in quella anteriore del testicolo, chiedere subito parere al medico. L’anomalia può essere dovuta a un’infezione, ma se fosse causata da un tumore non bisogna perdere tempo.

La visita urologica e la palpazione dei testicoli sono fondamentali per porre diagnosi di massa sospetta del testicolo. Successivamente si eseguono anche ecografia scrotale e dosaggio di alcuni
marcatori (α-FP, β-HCG, LDH) prodotti dalle cellule tumorali, ma per poter definire la natura (maligna o benigna) della massa è indispensabile l’intervento esplorativo inguinale. Tale procedura, diagnostica e terapeutica al tempo stesso, deve essere sempre eseguita  nel  sospetto di un tumore del testicolo. Durante l’intervento, dopo aver isolato e clampato i vasi spermatici, nei casi dubbi , ma comunque ormai molto raramente, si può eseguire una biopsia della massa neoplastica per un esame istologico intraoperatorio che definirà la benignità/malignità della lesione.

Per una valutazione completa dell’estensione del tumore (stadiazione), altri esami da eseguire sono:
– TC del torace e dell’addome, per controllare lo stato dei linfonodi addominali, sedi frequenti di localizzazione secondaria del tumore ed escludere metastasi polmonari.
– Se i marcatori tumorali erano elevati prima dell’orchifunicolectomia devono essere rivalutati periodicamente seguendo il loro noto tempo di emivita per determinare se si normalizzano oppure no.

autopalpazione testicolare

autopalpazione testicolare

Visione ecografica di tumore testicolare

Visione ecografica di tumore testicolare

Autopalpazione Testicolare  Visione ecografica di tumore testicolare

distanza_media

Tumori del testicolo

Definizione Fattori di Rischio Classificazione Sintomi Diagnosi Terapia